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Dal Gospel al Jazz: la rivolta delle emozioni contro la repressione -Parte 2-

Arriviamo al Jazz..

La volta precedente abbiamo parlato di Spiritual e poi successivamente di Gospel, il canto che ha caratterizzato il lavoro di un popolo schiavizzato dagli Americani, abbandonate queste modalità ci si sposta sui palcoscenici del New Orleans e questa volta seguendo la cronistoria iniziamo a parlare di Jazz. Il Jazz, come il Gospel ed altri che vedremo più avanti è stato un genere molto apprezzato, per gli appassionati lo è ancora oggi…

Le origini del Jazz

Il Jazz inizia quando alcuni uomini neri iniziano ad utilizzare strumenti che i bianchi non utilizzano più quali: pianoforte scordati e trombe della guerra civile. Iniziarono a suonare spesso e ad improvvisare diverse melodie. Dopo l’abolizione della schiavitù per i neri, alcuni si spostarono nella grandi città alla ricerca di lavoro, le loro condizioni civili fortunatamente erano migliorate, infatti potevano tranquillamente ritrovarsi nei magazzini abbandonati a fare musica.

Il nome Jazz potrebbe derivare dal nome di un musicista nero Jazzbo protagonista delle prime ipotesi, per altri invece deriva dal francese “Jaserche significa gracchiare, chiacchierare, fare rumore. Altre ipotesi invece dicono che derivi da New Orleans “Jazz the boy” che significa coraggio ragazzi. Accantoniamo per un attimo tutte queste ipotesi e nel 1900 New Orleans aveva già consacrato diversi “King of Jazz” persone come il leggendario Charles Buddy Bolden, Bunk Jhonson e soprattutto il trombettista Joseph “KING” Oliver (colui che scoprì e lancio al debutto Amstrong).

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Jazz – Dixeland

Il primo disco venne inciso nel 1917 da cinque bianchi l’ORIGINAL DIXELAND JAZZ BAND. Dal 1923 la discografia Jazz si fa più ricca e ci mostra l’espansione del Jazz nelle grandi città come Chicago, New York, Kansas City. Con Luis Amstrong trombettista che lo fece famoso per il suo canto rauco e Sidney Bechet, il jazz di New Orleans muore, trasformandosi in uno stile più solistico e aggressivo.

Jazz Luis Amstrong

La crisi del 1929 spazza via tutto ma il Jazz resiste quasi di nascosto, proprio durante il periodo di Depressione che durerà per ben 4 anni esordisce un altro artista Duke Ellington il più grande compositore Jazz.

La ripresa economica permette al Jazz di riprendersi e di cambiare nome passando così al genere swing. (1935-1945).

La musica swing fu scoperta da Benny Goodman che associò una forma di musica “ballabile” ad un accelerazione improvvisa dei toni, dei timbri e dei contrappunti. Ogni brano comincia con tranquillità per poi scatenarsi improvvisamente mantenendo un ritmo rigoroso. Per rendere ancora più gradito ai ballerini la musica Goodman decise di inserire strumenti a fiato e una sezione ritmica. La formazione tipica di un orchestra swing comprendeva: tre o quattro trombe, tre tromboni, cinque sassofoni tra cui due contralti, due tenori e un baritono. La sezione ritmica comprendeva: una chitarra, un contrabbasso, un pianoforte e la batteria. A tutto questo Goodman aggiungeva il clarinetto.

Le orchestre Jazz si diffusero, i primi posti nella classifica vennero occupati da Benny Goodman, Duke Ellington, Cab Calloway, Woody Herman, Count Basie, Chick Webb, Artie Shaw, Glenn Miller, lanciando nuovi balli quali il jitterbug e lo swing.

New York divenne molto famosa grazie al Jazz prima nei locali da ballo di Harlem e poi nei club, Brodway, Greenwich Vallage e alla Cinquantaduesima strada, soprannominata proprio Swing Street ovvero “la strada che non dorme mai“. Questi furono i palcoscenici che portarono al successo tantissimi artisti, lo stile che nacque in questi locali era rilassato e notturno, semplificato chiamato Body and Soul da Hawkins, che fu uno degli strumentisti che fecero del sax tenore la voce dominata del Jazz.

King of swing

Successivamente dal Jazz nel 1945 si caratterizzerà uno stile meno urbano che veniva già praticato dalle orchestre del Kansas City chiamato Bepop o semplicemente bop; dal suono di una frase ricorrente nei brani tipici di questa nuova musica ed era praticato soprattutto da musicisti giovani, appena giunti sulla scena Jazz di New York.

Vi lascio fare due risate con il video di un cartone animato della Walt Disney che adoro proprio perché parlava di musica Jazz. Gli aristogatti, che immortalava anche i gatti a ritmo del Jazz.. diventato famoso per la frase “tutti quanti voglion fare il jazz, Alleluja“.

Tutti quanti voglion fare il Jazz