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Vaccino Covid-19: ultime novità.

Covid-19: cosa sapere sul vaccino.

Nell’ultimo periodo abbiamo sentito parlare tantissimo dell’arrivo del vaccino contro il Covid-19, un nemico che abbiamo combattuto per tutto il 2020. Con l’arrivo del 2021 anche l’Italia disporrà dei vaccini necessari per una parte della popolazione. L’Inghilterra apre la campagna di vaccinazione Pfizer contro il coronavirus e anche la Regina Elisabetta assumerà la dose prevista: un gesto che sicuramente aiuterà a superare l’esitazione di quanti dubitano sulla rapidità con cui i vaccini sono stati sviluppati.

Entro dicembre altre nazioni si preparano alla campagna di vaccinazione e, a gennaio, dovrebbe aver inizio anche in Italia. 

Il vaccino verrà somministrato in due dosi (a tre settimane di distanza) ed offrirà una protezione fino al 95% contro il Covid-19. È il primo vaccino approvato per l’uso negli esseri umani. Non è stato mai usato prima, anche se la modalità era già studiata e somministrato nel corso di studi clinici di altre malattie. Con una semplice iniezione sul braccio si introduce una forma di virus “disarmata” in laboratorio. In questo modo il nostro sistema immunitario riconosce il virus e si mette in allarme per distruggerlo. A questo punto il nostro corpo sarà in grado di riconoscere il virus e pronto a difendersi nel caso in cui venisse attaccato. 

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Non sono stati raccolti ancora sufficienti dati per sapere se avrà una protezione duratura, ma se l’immunità non dovesse durare si useranno vaccini annuali come per l’influenza. Ad oggi non si è ancora sicuri di alcuni aspetti, ad esempio se il vaccino impedisca di prendere e diffondere il virus o solo di ammalarsi, né tantomeno quale sia la protezione fornita alle diverse fasce d’età. 

In ogni caso, se verranno vaccinate un numero sufficiente di persone all’interno di una comunità, si interromperà la catena di trasmissione. Per ottenere, però, l’immunità di gregge (65/70% di immuni) dovranno essere vaccinate più persone possibili. Ricordiamo che alcune malattie molto pericolose sono state definitivamente ridotte o addirittura debellate – come il vaiolo – grazie alla vaccinazione di massa. I dati ci indicano che vaccinando il 75% della popolazione con un vaccino valido al 95%, il 71% della popolazione sarà effettivamente protetto.

Basandoci sull’esperienza inglese il percorso prevede tre fasi di vaccinazioni:

· 1° fase con copertura del 3% diretta al personale medico sanitario sociale;

· 2° fase con copertura del 20% per gli over 65 e i soggetti a rischio;

· 3° fase con copertura del 20% alla volta per il resto della popolazione con priorità per le fasce a rischio.

Nessun paese riceverà più del 20% della propria popolazione prima che anche gli altri siano coperti.

Il vaccino non verrà indirizzato solo alle persone più vulnerabili, poiché si ridurrebbe soltanto il numero delle morti e dei ricoveri in ospedale, non la trasmissione. 

Molti sperano in un ritorno alla normalità ed alla nostra vecchia vita, ma gli scienziati frenano le speranze dichiarando “Il vaccino metterà fine al coronavirus, ma non sappiamo quando. Questa è una pandemia globale, – dichiara la prof Azra Ghani, epidemiologa dell’Imperial College di Londra – fino a quando non avremo abbastanza vaccini per raggiungere un’ampia percentuale della popolazione, non vedremo la fine del distanziamento sociale. Considerato quanto il mondo sia interconnesso in termini di movimento di persone e commercio, ciò significa che deve essere fatto lo stesso in tutti i paesi del mondo. Un compito immenso.”

L’OMS sostiene che il 65/70% dovrà essere immune prima che la trasmissione venga interrotta. La produzione e la distribuzione di un vaccino richiederanno tempo, con evidenti diversità su scala mondiale, perciò dovremo rassegnarci al fatto che mascherine, test, blocchi e distanze sociali faranno parte della nostra vita ancora per un po’.