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“FOMO”: ecco spiegata la paura di essere tagliati fuori

Viviamo in un epoca dove la tecnologia ha rivoluzionato molte cose. Tra di esse, un cosa certa è che i social network più famosi come Facebook, Instagram e molti altri, stanno aumentando fortemente un’ansia sociale che già esisteva, chiamata FOMO, acronimo di “Fear of missing out” (in italiano, “paura di essere tagliati fuori”).

Da quando i social media hanno cominciato ad acquisire sempre più importanza nella nostra vita, la FOMO è diventata la malattia del nostro secolo. Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa si intende con questo termine.

Che cos’è la FOMO?

Secondo la definizione di Treccani, “si riferisce alla sensazione d’ansia provata da chi teme di essere privato di qualcosa di importante se non manifesta assiduamente la sua presenza tramite i mezzi di comunicazione e di partecipazione sociale elettronici interattivi“.

Quindi, spiegandolo in altre parole, possiamo dire che questo disturbo si verifica quando si ha paura di perdere qualche evento o esperienza importante. Ma allo stesso tempo, viene anche alimentato dall’invidia che ad esempio possiamo provare quando si visualizziamo i contenuti dei nostri contatti, sui social, i quali stanno vivendo delle belle esperienze in cui noi non siamo inclusi.

Come si può immaginare, le persone che sono maggiormente soggette da questo disturbo sono principalmente della fascia d’età di adolescenti e giovani, tecnicamente parlando quindi intendiamo la generazione dei Millenial e la Generazione Z.

Oltre a questo, è curioso sapere il marketing digitale utilizza la FOMO a proprio favore in modo da renderla un’opportunità di guadagno. Basta pensare, ad esempio, alle offerte a tempo limitato insieme ai timer per il conto alla rovescia, così come alla scarsità del prodotto (quando in realtà, spesso, invece ne rimangono parecchie scorte). Quanto volte ci siamo trovati davanti a queste tipo di tecniche? Moltissime. Questo perché quando vengono utilizzate, generano un certo senso di urgenza nella mente del consumatore, che sarà quindi più spinto ed incline ad agire per comprare il prodotto.

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Cause ed effetti della FOMO

La costante e intensa attività sui social media potrebbe essere direttamente proporzionale all’aumento delle probabilità di provare questo ansia. Più tempo scorriamo contenuti su queste piattaforme e più abbiamo la possibilità di vedere ciò che i nostri contatti e amici mostrano: dalle foto e video agli stati e post che riguardano loro stessi e ciò che fanno. Di conseguenza, è chiaro che anche il rischio di fare paragoni e di non sentirsi alla loro altezza aumenta. Allo stesso modo anche la capacità di autoregolamentazione potrebbe incidere sull’aumento di questo rischio.

Per quanto si possa pensare che sia innocua e non pericolosa, questa paura potrebbe aprirci la strada verso una vera e propria dipendenza dai social, che non sempre è facile da gestire da soli. Per questo modo è importante riconoscerla.

Sebbene sia normale provare dei lievi disagi causati dalla pervasività dei nuovi mezzi di comunicazione, la situazione diventa più problematica se quando si passa del tempo sui social si presentano sintomi come nervosismo, manie di autocontrollo e ansia. La FOMO, se portata avanti, può dar luogo ad alcuni danni fisici e psicologici che non sono da sottovalutare.

Lo studio di Kelly Moore e Georgiana Craciun

Un interessante studio del 2020 condotto da Kelly Moore e Georgiana Craciun dimostra che le caratteristiche della personalità influenzano il modo in cui le persone fanno uso dei social media. Lo studio ha preso in esame degli studenti universitari che sono stati seguiti da un ricercatore nelle loro attività su Instagram per 18 giorni.

I risultati dello studio prima di tutto indicano che gli studenti in fascia d’età tra 18 e 24 anni trascorrono molto tempo su Instagram. In particolare, il 64% degli studenti ha dichiarato di trascorrere più di 30 minuti al giorno su Instagram, mentre il 20% più di 90.

Per quanto riguarda le differenze tra i diversi tipi di personalità, emerge che:

  • le persone estroverse sono molto attive sui social media e possiedono più post e “Mi piace” ai post di Instagram rispetto agli introversi. Tuttavia, trascorrono più tempo su Facebook rispetto ad Instagram;
  • le persone particolarmente tendenti al nervosismo e all’ansia vedono più di buon occhio Instagram rispetto agli altri, tuttavia questo non corrisponde ad una maggiore attività sociale;
  • le personalità più diligenti e responsabili, hanno affermato di trascorrere meno tempo sui social, ma allo stesso hanno dimostrato di essere molto attivi su quest’ultimi.

In conclusione, la ricerca dimostra che un livello lieve di FOMO non influisce sul numero di contenuti pubblicati, mentre le personalità con un maggiore livello di FOMO tendono ad una maggiore attività su Instagram.

Tra meno di dieci anni, più di qualcuno non avrà più il tempo di uscire, a causa delle molte iscrizioni che avrà sui social network. Ma chi si manterrà intatto, avrà la meglio nella realtà.

– Andrea Calcagnile